La Scienza

Numerosi studi scientifici sono stati fatti sui peptidi presenti nella secrezione della rana Phyllomedusa Bicolor 

Ricerche scientifiche sui peptidi del Kambo:

Verso la fine degli anni ’80, il professor Erspamer ha contattato il giornalista americano Peter Gorman che per primo aveva dato un resoconto sugli effetti su esseri umani della applicazione della
secrezione della Phyllomedusa bicolor. Gorman aveva avuto modo di provare il Kambo, per la prima volta, nel 1985 quando si era recato in Amazzonia presso la tribù dei Matsés.

Come scrive Peter Gorman nel suo libro Sapo in my Soul, il professor Erspamer era desideroso di scoprire se il sapo facesse parte di una delle tante rane da lui raccolte in Amazzonia e studiate parecchi anni prima. Poter dimostrare, scriveva Erspamer, che una di queste rane era già in uso presso gli umani, avrebbe rappresentato una scoperta fondamentale, una svolta radicale degli studi scientifici sul cervello umano e sulle applicazioni mediche di questi peptidi. Nel suo scambio epistolare con Peter Gorman successivo all’analisi della secrezione del Kambo, il professor Erspamer ha scritto: “questa secrezione contiene un fantastico cocktail chimico con un potenziale terapeutico ineguagliato da nessun altro anfibio.

La secrezione non agisce come un agente esterno che causa un effetto nel corpo come potrebbe fare una medicina allopatica, una sostanza stupefacente o un veleno, ma permette al corpo di espletare appieno delle funzioni naturali, funzioni che il corpo umano espleta in condizioni di bisogno, nel caso in cui si trovi a doversi difendere, ad esempio, da intossicazioni, infiammazioni, dolore acuto o nel caso di bisogno di adrenalina, per affrontare situazioni stressanti e minacce causate dall’ambiente naturale e sociale.

Nella sua ricerca, il professor Erspamer esclude che la secrezione possa creare dipendenza in quanto la reazione che provoca è endogena, cioè viene prodotta dal corpo stesso.

I peptidi agiscono come una chiave che apre delle porte; nel corpo umano, queste porte sono determinati recettori del cervello.

Due dei peptidi scoperti da Erspamer sono la dermorfina e la deltorfina: si tratta di potenti peptidi oppioidi, quasi identici alle beta-endorfine che il corpo umano produce in caso di dolore, dagli effetti simili a quelli della morfina. Endorfina significa letteralmente morfina endogena. Non sorprende che le endorfine abbiano su di noi esattamente lo stesso effetto di quello prodotto da oppioidi di origine vegetale: si tratta di potenti alleviatori del dolore sia a livello fisico che emotivo.

Peter Gorman con alcuni membri della tribù Matses

Le endorfine prodotte dal corpo umano

Afferma il Professor Gabor Maté che oltre alla loro capacità di alleviare il dolore, le endorfine svolgono altre funzioni essenziali per la vita. Sono degli importanti regolatori del sistema nervoso autonomo, la parte non sottoposta al controllo cosciente. Le endorfine possono essere definite, a
ragione, le molecole delle emozioni. Agiscono su molti organi del corpo, dal cervello al cuore agli intestini. Influenzano cambiamenti di umore, attività fisica e sonno, regolano la pressione del sangue, il battito cardiaco, il respiro, i movimenti intestinali e la temperatura del corpo. Rafforzano
addirittura il sistema immunitario”.

Di seguito la lista dei peptidi isolati dal professor Erspamer, John daly e Van Zoggel e il loro team, con i relativi effetti biologici:

Fillomedusina ha un potente effetto sull’intestino e contribuisce ad una sua disintossicazione profonda.

Fillochinina e’ un potente vasodilatatore e permette una ossigenazione delle cellule del corpo.

Caeruleina e sauvagina causano un aumento ed una diminuzione della pressione arteriosa (iper e ipotensione), la ghiandola pituitaria, stimolano la corteccia surrenale, la tiroide, la ghiandola pineale. L’attivazione delle ghiandole surrenali contribuisce ad elevare la percezione sensoriale e ad aumentare la resistenza fisica, migliora in generale la capacità del corpo di affrontare dolore e situazioni stressanti. I risultati di un studio condotto di recente dallo Sanford-Burnham Medical Research Institute in California hanno provato che la ceruleina, una volta iniettata nel pancreas, lo mette in condizione di trasformare le proprie cellule in Cellule Beta che in questo modo inducono il pancreas a riprendere la produzione di insulina. L’attivazione della ghiandola pineale permette il rilascio di serotina e melatonina nel midollo cerebro spinale e quindi stati connessi a produzione oniriche di immagini intrapsichiche e stati di sonno profondo.

Dermorfine, cerulina e deltorfine sono potenti peptidi oppioidi. Secondo Erspamer esse sono 500-1000 volte più forti della morfina, e rispettivamente 18 e 39 volte più forti delle endogeniche beta endorfine. Entrambi questi peptidi, insieme alla caerulina, hanno un forte effetto analgesico prodotto spontaneamente dal corpo in condizione di dolore dovuto per esempio a coliche renali,
insufficienza vascolare periferica e cancro. La deltorfina permette una potenziata resistenza fisica e resistenza al dolore.

Adenoregulina. Agli inizi degli anni ’90 presso il National Institutes of Health (NIH) di Bethesda negli Stati Uniti, è stato scoperto un nuovo peptide, l’ottavo della serie, dal team di John Daly, in collaborazione con Peter Gorman in virtù dei suoi studi sul campo. Si tratta dell’adenoregulina, che agisce nel corpo umano attraverso l’adenosina, un recettore collegato alla produzione di energia all’interno delle cellule e alla rigenerazione delle cellule del sistema nervoso, in particolare della guaina che lo protegge, la mielina. Queste ricerche scientifiche hanno aperto delle nuove prospettive sul funzionamento del cervello umano e sulla possibilità di curare sclerosi multipla, epilessia, ictus e disturbi cognitivi come l’Alzheimer.

Dermaseptina B2. Più recentemente rispetto agli studi pionieristici effettuati negli anni ’80 e ’90 dai team di Erspamer e di Daly, nel 2012 nella secrezione della Phyllomedusa bicolor è stato scoperto un nuovo peptide, la dermaseptina B2. Gli studi svolti dalla studiosa olandese Hanneke van Zoggel insieme ad un gruppo di scienziati, sono stati finanziati dalla French Agence Nationale de la Recherche e dalla French Association pour la Recherche sur le Cancer. A detta di questi
studiosi la dermaseptina B2 ha aperto nuovi ed inaspettati orizzonti per una cura non invasiva del cancro. Nell’abstact appena citato i ricercatori affermano che la molecola presente in questo peptide rappresenta una possibile cura alternativa a forme aggressive di trattamento del cancro, quali la chemioterapia, le radiazioni e gli interventi chirurgici.

Peptidi per la cura del cancro

La chemioterapia è la causa della morte di milioni di persone nel mondo all’anno, le morti attestate nel Regno unito a causa della chemioterapia sono attestate al 50% dei trattamenti. Gli scienziati che hanno svolto queste ricerche sulla dermaseptina B2 hanno provato che questo peptide possiede sia la capacita di inibire diverse forme di cancro che di ristabilire una crescita sana dei vasi sanguigni, processo chiamato angiostasi.

L’angiostasi rappresenta il contrario dell’angiogenesi, vale a dire uno stato anomalo di crescita dei vasi sanguigni in cui si sviluppa e prolifica il cancro. Per quanto riguarda la crescita del cancro alla
prostata dalle ricerche effettuate sia in vitro che in vivo l’inibizione apportata dalla dermaseptina B2 è attestata sui valori del 90%. Secondo i risultati di questa ricerca la stessa molecola, oltre alle
proprietà menzionate, possiede anche proprietà antimicrobiche.

Dallo scambio di corrispondenza avuto col professor Erspamer, Peter Gorman riporta che secondo lo scienziato italiano le ricerche sulla stimolazione dei recettori cerebrali procurata dai peptidi
contenuti nella secrezione del Kambo, rappresentano un fertile campo di studi il cui esito potrebbe coprire una vasta gamma di potenzialità terapeutiche: disordini che minacciano le funzioni del
cervello, infiammazioni, problemi di circolazione del sangue e disfunzioni collegate alla ghiandola pituitaria tra cui problemi di tiroide e infertilità in uomini e donne. Altre interessanti potenzialità
terapeutiche di questa secrezione sono dovute alla capacità di distruggere elementi patogeni quali microbi e virus e di sanare infezioni, depressione, diabete, malattie della pelle, squilibri ormonali, cancro alla mammella e alla prostrata, ipertensione, malattie autoimmuni, allergie, disturbi alimentari, compulsivita’, disturbi del sonno, disturbi dell’attenzione ecc.

A detta degli scienziati che ne hanno studiato i peptidi, la secrezione prodotta dal Kambo risulta essere uno tra i più potenti antibiotici e anestetici naturali finora conosciuti nel mondo ed è anche il più forte sostegno naturale in grado di potenziare il sistema immunitario e di portare all omeostasi i diversi sistemi dell organismo: il sistema cardiovascolare, il sistema nervoso, il sistema metabolico, il sistema immunitario, il sistema endocrino. I trattamenti di Kambo hanno degli effetti a breve e lungo termine. Come scrive Peter Gorman nel suo articolo Making Magic: “a breve termine gli effetti sono uno stato di allerta, buon umore, maggiore resistenza alla stanchezza, alla fame e alla sete”. Altri effetti riscontrabili in chi riceve questi trattamenti e che possono durare per diversi giorni o anche settimane sono una maggiore capacità di concentrazione, un aumento di energia, chiarezza mentale e alleviamento della pressione causata da emozioni negative. Gli effetti a lungo termine sono la resistenza alla fatica e il miglioramento delle proprie condizioni di salute. Mi è capitato spesso di sentire varie persone affermare che da quando ricevono il Kambo non si ammalano più o non più intensamente come prima.